Cosa fare e non fare in vacanza

L’Igiene alimentare non va in vacanza: le 10 cose da non fare!

Cosa fare e non fare in vacanza

Paese che vai usanza che trovi!” Così recita un famoso detto e spesso e volentieri si riferisce anche alla cucina. Visitare una nuova località porta con se non solo la voglia e la curiosità di scoprire nuove culture ma, a volte, soprattutto se non si è abbastanza informati, anche dei rischi per la salute. Anche se non è facile, sarebbe opportuno quando si viaggia tenere a mente quelle due o tre accortezze che possono evitarci spiacevoli inconvenienti. E’ un dato abbastanza certo ormai che le malattie di origine alimentari rappresentano i disturbi più comuni per i viaggiatori, dal 20 al 70% dei viaggiatori che si spostano da un paese industrializzato a uno più povero, ad esempio, è stimato che va incontro a qualche tipo di disturbo.

Primi fra tutti i disturbi gastrointestinali, che, seppur di facile risoluzione in soggetti sani, restano pur sempre una noia per chi sta conducendo una vacanza. Parliamo di disturbi come stipsi, inappetenza, nausea, difficoltà digestive fino a scariche diarroiche o vomito. Le cause, in questi casi, possono essere molteplici ma spesso riconducibili a microrganismi trasmissibili attraverso gli alimenti o l’acqua. Questi possono essere trasmessi agli alimenti a causa di una loro cattiva gestione o conservazione, o per una non corretta manipolazione, o per una contaminazione da fonti esterne tra cui la stessa acqua se non correttamente potabilizzata.

La prevenzione, in questi casi, si concretizza alzando un po’ il livello di attenzione, soprattutto se abbiamo scelto un Paese per la villeggiatura con standard igienico sanitari molto diversi da quelli perseguiti nel nostro Paese.

Di seguito qualche pratico consiglio.

  1. generale è più sicuro mangiare cibi ben cotti, comprese le verdure, evitando preparazioni crude. La cottura disattiva la maggior parte dei microrganismi eventualmente presenti, sia batterici che parassitari.
  2. Mangiare frutta sbucciata. Alcune zone del mondo non presentano un sistema di potabilizzazione dell’acqua adeguato e anche l’utilizzo di pesticidi per l’agricoltura potrebbe essere diverso da quanto previsto nel nostro Paese. Eliminare per tanto lo strato superiore della buccia, potenzialmente contaminata, permette di consumare un alimento più sicuro.
  3. Evitare di acquistare cibi da venditori ambulanti o da banchetti per strada. Senza escludere del tutto la tipicità e la tradizione di alcuni “cibi da strada” dalla nostra vacanza, ricordiamoci però di evitare l’acquisto di alimenti se è evidente la mancanza di alcun tipo di tutela dell’alimento o se invece, ancor peggio, ci sono segni evidenti di infestazioni (mosche, moscerini, formiche, blatte, topi).
  4. Evitare prodotti con latte non pastorizzato e carne e/o pesce cruda. L’utilizzo di prodotti crudi o non pastorizzati aumenta il rischio di contaminazioni soprattutto da parte di microrganismi che possono essere naturalmente presenti nell’animale.
  5. Bere solo acqua da bottiglie sigillate o altre fonti note e sicure evitando l’uso di cubetti di ghiaccio per raffreddare l’acqua o altre bevande. Purtroppo le zone in cui non sussiste un buon sistema idrico e di potabilizzazione dell’acqua sono estremamente soggette alla diffusione di malattie a trasmissione oro-fecale (ad es. E. coli, Salmonella, V. colera; virus dell’epatite A ed E; Entamoebahistolytica).
  6. Attenzione al pranzo al sacco! Evitare di trasportare alimenti altamente deperibili a temperature non idonee. Restano infatti delle accortezze da seguire anche per noi che non dipendono granchè dalla zona del mondo in cui ci troviamo. Scegliere sempre contenitori che facilitino il mantenimento del freddo (borse termiche, piastre eutettiche, ecc.) e accorciare i tempi di trasporto evitando di esporre gli alimenti alla luce diretta del sole.
  7. Evitare il consumo e l’acquisto di prodotti alimentari di dubbia provenienza. E’ in generale essenziale prestare attenzione alle etichette che accompagnano i prodotti alimentari, lo è ancora di più se ci troviamo in un Paese straniero.
  8. A cena fuori in tranquillità! Non è tutto ma la reputazione fa tanto. Scegliere un buon ristorante anche sulla base delle esperienze altrui può essere un buon modo per evitare non solo clamorose bufale ma anche qualche problema più serio. Se abbiamo il dubbio che il ristorante scelto non sia il massimo possiamo dirottare altrove.
  9. Evitare buffet non gestiti correttamente, dove gli alimenti freddi non sono esposti a temperature di refrigerazione e dove gli alimenti cotti non sono mantenuti a in caldo, dove gli alimenti non sono correttamente coperti e il personale dedicato al servizio non indossa idonea divisa.
  10. L’ultima raccomandazione è poi quella che le raccoglie tutte: prestare la giusta attenzione a quello che consumeremo anche in vacanza!
Dott.ssa Federica Tavassi
Consulente di Igiene e Sicurezza Alimentare
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *